89º Reggimento fanteria "Salerno" mentone 1940 citazione

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Capitano Baldo Mario di Agostino e di Vaccaro Carlotta, da Genova, 89º reggimento fanteria.

" Richiamato per istruzione, per un mese, chiedeva di partecipare col reggimento alle operazioni. Comandante della compagnia comando di un battaglione, durante un attacco, con audace iniziativa, si lanciava alla testa di pochi uomini contro una mitragliatrice che infliggeva dure perdite ad un reparto avanzato, riducendola al silenzio. Ferito due volte, dopo sommaria medicazione, persisteva nella lotta finché colpito da granata nemica immolava la propria vita."

- Castellar (Fronte Italo-francese) 22 giugno 1940

Tenente Gnecco Ettore di Federico e di Solari Clementina, da Genova, 89º reggimento fanteria

" In lunga licenza, otteneva di essere richiamato al reggimento per prender parte alla guerra. Comandante di plotone fucilieri in attacco contro posizione fortemente organizzata, guidava il reparto con impetuoso ardore. Colpito a morte, serbava alto lo spirito e rivolgeva il suo estremo pensiero al reggimento e con commosse parole ne salutava la tanto amata bandiera." - Passo Biancavia (Fronte Italo-francese), 22 giugno 1940

Sottotenente Fioravanti Cleto di Francesco e di Brogia Teresa, da Sant'Antonio Romano (Roma), 89º reggimento fanteria.

" Addetto ai collegamenti di battaglione, incaricato di recapitare una comunicazione urgente, allo scopo di adempiere la sua missione nel minor tempo possibile, con sprezzo del pericolo ed alto senso del dovere attraversava un tratto di terreno violentemente battuto dal tiro nemico. Colpito a morte si preoccupava solamente di consegnare l'ordine ad un fante, perché lo recapitasse a destinazione." - Ponte San Luigi (Fronte Italo-francese), 23 giugno 1940

Sottotenente Sciarano Aniello di Aniello ed Emilia Avalione, nato a Salerno (SA), 89º reggimento fanteria.

" Comandante di un plotone arditi, guidava con slancio il proprio reparto all'attacco di munitissime posizioni avversarie sotto Violento fuoco di artiglierie e mitragliatrici nemiche. Sebbene colpito gravemente da schegge di granata al viso ed al torace, continuava ad incitare i suoi arditi finché cadeva a terra svenuto. Trasportato al posto di medicazione, visto il proprio comandante di reggimento, con uno sforzo sovrumano, assumeva la posizione di attenti e, non potendo parlare per la ferita alla bocca, riusciva con gesti a far intendere che i suoi arditi erano andati avanti. Magnifico esempio di alte virtù militari."

- Les Granges St. Paul, (Fronte Italo-francese) 22 giugno 1940

Sergente D'occhio Francesco di Nunzio e di Elvira Cesare da Aversa (NA), 89º reggimento fanteria.

" Insistentemente chiedeva ed otteneva di far parte di una compagnia di arditi. Durante un duro combattimento, si lanciava con la sua squadra, sotto violenta reazione nemica, contro una mitragliatrice e la riduceva al silenzio. Ferito, continuava ad avanzare verso l'obiettivo assegnatogli e solo dopo assolta la missione si recava al posto di medicazione. Orfano di guerra, perpetuava così la nobile tradizione del padre, rammaricandosi soltanto di non averne degnamente eguagliato il valore." - La Baouesset, (Fronte Italo-francese), 22 giugno 1940

Caporal maggiore Gentile Roberto di Giovanni e di Ponzio Anna, da Taranto, 89º reggimento fanteria.

" Graduato della compagnia comando reggimentale, latore di un ordine, dopo averlo consegnato al comando di una compagnia arditi, si univa al reparto stessa per partecipare ad un attacco. Sotto violento fuoco nemico dava prova di ardire e di fede incuorando i compagni con la parola e con l'esempio, finché colpito a morte cadeva gridando: "Avanti Savoia!" " - Les Granges St. Paul (Fronte Italo-francese), 22 giugno 1940

Caporal maggiore Tancredi Vincenzo di Alfredo e di Graziani Amalia, da Roma, 89º reggimento fanteria.

" Graduato della compagnia comando di battaglione, latore di un ordine a reparti avanzati, assolveva il compito con sprezzo del pericolo sotto intenso fuoco di artiglieria e mitragliatrici. Ferito proseguiva nella sua missione, finché, colpito nuovamente, faceva olocausto della sua vita nel compimento del dovere." - Passo Biancavia (Fronte Italo-francese), 22 giugno 1940

Fante Minaglia Paolo di Giobatta e di Barbagelato Barbara, da Montaggio (GE), 89º reggimento fanteria.

" Porta mortaio da 45, individuata una mitragliatrice che ostacolava il progresso dell'attacco del plotone fucilieri, animosamente si lanciava avanti, postava la propria arma e con nutrito fuoco neutralizzava quella avversaria. Ferito, perseverava nell'azione, finché, colpito una seconda volta, cadeva valorosamente sulla propria arma." - Passo Biancavia (Fronte Italo-francese), 22 giugno 1940

Fante Dante Febo fu Italo e di Luccacini Maria,da Volterra (PI), 89º reggimento fanteria.

" Durante un attacco contro munita posizione nemica, ferito da scheggia di granata, dopo sommaria medicazione, perseverava impavido nella lotta finché, colpito una seconda volta, a morte, incitava i compagni al grido: "Avanti, viva l'Italia!" " - Pressi di Castellar (fronte Italo-francese), 22 giugno 1940

Fante Poletti Augusto fu Enrico e di Ferrari Angela, da Felonica Po (MN), 89º reggimento fanteria.

" Fante del nucleo informativo reggimentale, otteneva di far parte di una squadra arditi in un attacco di munita posizione. Caduto il comandante della squadra, assumeva il comando incitando i fanti con l'esempio e con la parola. Colpito a morte, con animo fermo e sereno, rivolgeva nobili parole al suo colonnello ed ai suoi compagni. " - Les Granges St. Paul (Fronte Italo-francese), 22 giugno 1940



04/02/2017
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